L’epoca d’oro della Rai rivive con Fiorello

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Si inizia subito dopo la sigla del Tg1 e un grande cronometro sullo schermo scandisce i due minuti riservati al debutto televisivo di VivaRadio2. Ma in realtà si scopre presto che i due minuti sono essenzialmente quelli di varietà, infatti il cronometro si blocca durante le presentazioni, i commenti, le chiacchiere, i saluti e il travolgente show di Fiorello di minuti ne è durato ben ventidue!

La rievocazione degli anni d’oro della televisione italiana targati “…anta” riecheggia nello spazio bianco e nelle giometrie nere, nei rimandi continui ad uno spettacolo di intrattenimento ormai latitante: dal siciliano di Stasera pago io, passando per Fiorello che sogna una coreografia in stile Antonello Falqui, all’esecuzione di Quando dico che ti amo di Tony Renis.

Ospiti illustri da Fiorello sono il Papa, al quale viene assegnato il santo pass per poter tenere lezioni magistrali ovunque desideri, Alessandro Gassman che legge Dante, Carla Bruni con la sua vocina flebile, i sussurri al microfono e qualche accordo con la chitarra. Non manca chiaramente Raffaella Carrà, che viene chiamata in causa con la sua Felicità-tà-tà, sigla di Canzonissima 1974 prima di passare la linea ai Soliti ignoti, che non ci si risparmia però di “rivistare” con una breve parodia del gameshow.

In un’epoca di polpettoni di intrattenimento che ormai da anni militano nelle nostre reti, dove si ride a suon di basse volgarità, e il tempo e il palco è farcito di tormentoni poveri di  stile, arriva uno show fresco e frizzante, una comicità sottile e divertente, una conduzione ironica ed elegante, che fa rivivere a tratti gli anni d’oro della Rai.