Nanni Moretti: ritratto di un uomo “difficile”

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[oblo_image id=”1″]Nanni Moretti, sia come uomo che come regista, genera sensazioni sempre forti. I giudizi su di lui e sulla sua opera sono spesso contrastanti. C’è chi lo ama, e chi lo odia. Insomma non è persona da mezza misure. Tutti i suoi film, però, a torto o a ragione, sono comunque entrati a far parte della storia del nostro cinema, e nessun regista della sua generazione fa parlare tanto di se, come lui.

In questi giorni è uscito nelle librerie un cofanetto contenente i suoi film più rappresentativi. Lo incontriamo proprio in occasione di questa iniziativa, alla libreria Feltrinelli, dove Moretti si è fermato a chiacchierare con il pubblico. Di lui si dice che sia una persona riservata, ai limiti della misantropia… ma in questo incontro smentisce la sua fama di solitario, anzi si vede che ha piacere a parlare con il numerosissimo pubblico intervenuto; d’altronde si parla di lui, come poteva sottrarsi!

A presentare Moretti e la sua opera è un giornalista-amico di Nanni, Domenico Starnone: insieme hanno “sviscerato” i film usciti in questa raccolta, raccontandone i perché, e i per come, da veri cinefili, quali sono. Fanno parte di questa raccoltai primi film di Moretti, da “Io sono un autarchico” a “Ecce Bombo“; da “La messa è finita” fino a “Palombella Rossa“.

Nella collezione sono stati inseriti anche due film che vedono Moretti, interprete, ma non regista: “Il portaborse” e “La seconda volta“. Sarà un’occasione per conoscerlo meglio, per approfondire la sua opera, visto che nella raccolta, oltre ai film, troveremo numerosi extra, con inserti speciali e curiosità, direttamente curate dal regista romano. Noi ve li consigliamo, se non altro per togliervi il dubbio su di lui e decidere finalmente se considerarloun genio, vista l’originalità del suo lavoro, oppure un esaltato e presuntuoso, anche un po’ antipatico.

Quel che è certo, e questo nemmeno i suoi più accaniti detrattori possono negarlo, èche,comunque la si pensisu di lui, non si può negare che sia uno dei più originali ed autonomi registi italiani, perché il suo particolarissimo modo di ironizzare sulle assurditàdella nostra società, e la sua straordinaria capacità diprevedere quello che ci sarebbe accaduto è stata unica. A questo proposito gli chiediamo, visto che lui sa sempre quello che sta per avvenire, cosa sta per succederci? Dove stiamo andando? Non posso svelarlo… se no! Ma posso dire, che il soggetto a cui sto lavorarando, ancora un po’ nebuloso per la verità, sarà, mi auguro, un nuovo presagio. Con Ecce Bombo lei ebbe un successo straordinario, se loaspettava che diventasse un film cult per molti? Ho girato Ecce Bombo nel ’77, non immaginando il successo che avrebbe avuto, anzi, ero convinto di aver fatto un film doloroso, che raccontavauna piccola porzione della realtà. Tutto mi aspettavo fuorchél’identificazione chepoi c’è stata. Il fatto che sia visto ancora oggi, beh è una cosa che mi lascia pensare. Nei suoi film lei è sempre in bilico fra l’ironia e il sarcasmo, nonostante i temi trattati siamo semprepiuttosto seri… Ho sempre girato film, per me drammatici, ma il pubblico liha spesso recepiti come comici. Anche quando uscì “Io sono un autarchico” che raccontava il declino di un dirigente comunista, ero convinto diaver raccontato una storia triste, ma andando nelle sale vedevo la gente ridere. Solo allora mi resi contodi aver fatto un film comico. Anche questa è una delle grandezze del cinema, perché un film ognuno lo vede, lo interpreta e percepisce in modo diverso.